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Islanda - Ai confini del Mondo
In
collaborazione con

Probabilmente in nessun altro luogo della Terra, le forze della natura
sono così evidenti come in Islanda. Ghiacciai, vulcani attivi, geyser,
calotte glaciali, cascate dall'incredibile portata d'acqua, sterminati
deserti lavici sembrano creare un specie di competizione per catturare
l'attenzione del visitatore, spesso disorientato ed inerme di fronte a
tanta, sublime, maestosa potenza.
Itinerario di circa 3700 km di cui circa 1200 di fuoristrada.

Itinerario
Giorno 1 - Volo Italia- Reykjavik
Partenz alle 16,50 con Icelandair e arrivo previsto alle 19,00,
trasferimento in hotel dove si troveranno le moto trasportate
dall'Italia e cena di benvenuto a Reykjavik.
Giorno 2 - Reykjavik - Hella km 286
Attrattiva imprescindibile dall'esperienza islandese è senza alcun
dubbio la valle del Landmannalaugar, che visiteremo nel nostro primo
giorno sull'isola: meglio di così non potremmo iniziare!! Dopo un tratto
su statali partiamo con la pista F208, circa 40km, ma lo spettacolo
cromatico di questa valle anche in questo caso, ricompensa ampliamente
gli sforzi fatti. Se pensavate di aver ormai catalogato molti
abbinamenti di colore possibili, qui probabilmente dovrete ricredervi.
Le vette di riolite, una combinazione di minerali sottoposti a
metamorfosi dall'attività geotermica e vulcanica, che conferiscono al
terreno un colore rossastro, si confondono alle serpeggianti colate di
lava, intervallate dall'intenso azzurro dei laghi di montagna. A stupire
maggiormente, una vegetazione bassissima, un specie di muschio di un
verde intensissimo. Davvero straordinario!
Giorno 3 - Hella - Hòfn km 378
il sud est dell'isola è dominato dalla vastità ghiacciata del
Vatnajokull, la cui sommità levigata si stende immensa verso l'interno.
Per rendersi conto delle sue gigantesche proporzioni, basti pensare che
è grande quanto tutti gli altri ghiacciai d'Europa messi insieme. Tratto
inospitale ma di una bellezza selvaggia, pochi i centri abitati.
Visiteremo anche Skogafoss e Svartifoss con la possibilità di avvistare
numerosi uccelli e le famose pulcinelle di mare nei pressi di Vik.

Giorno 4 - Hòfn- Egilsstadir km 188
la regione dei Fiordi orientali, turisticamente poco sfruttata, offre
una visione dell'Islanda assai diversa dalle altre mete turistiche del
paese. Presenta ormai uno dei pochi tratti della Ring Road ancora non
asfaltati.
Giorno 5 - Egilsstadir- Husavik 247
Ci spingeremo fino all'estremo nord dell'isola. Il divertimento inizia
all'entrata del parco nazionale dello Jokusàrgljùfur. L'impronunciabile
nome di questo fantastico parco significa "canyon del fiume glaciale",
famoso per le sue foreste di betulle, per le sue formazioni rocciose e
per il canyon Asbyrgi. Al margine meridionale c'è Dettifoss, la cascata
più grande e con maggiore portata d'acqua d'Europa. Non troveremo nulla,
a parte la natura che ci dimostra la sua smisurata potenza.
La cosa incredibile è che qui è possibile arrivare a mezzo metro da
questo "mostro" e ammirare l'immensa quantità d'acqua che si getta con
fragore e smisurata potenza più a valle senza nessuna recinzione.
Impressionante!
La pista è a tratti sabbiosa ma facile e corre ai margini del
Jokulsàrgljùfur, lungo 30km, largo in medie 500m e profondo un
centinaio. Una volta arrivati ad Asbyrgi si dovrà semplicemente voltare
a sx e puntare verso Husavik.
Giorno 6 - Husavik - Myvatn km 54
Giorno dedicato all'escursione in battello per l'avvistamento di
cetacei. Husavik è famosa perchè, con una breve escursione in battello è
possibile andare a caccia, fotografica naturalmente, di balene. Se amate
questo genere di cose, considerate che hanno la percentuale di
avvistamenti più alta al mondo (oltre il 96 per100!!!). il Myvatn,
nonostante il nome che tradotto significa "il lago dei moscerini" è uno
degli angoli più suggestivi d'Islanda, poiché non solo ospita un vero
tesoro di animali e di piante protette, ma è anche circondato da
suggestive formazioni vulcaniche. Il lago dà il nome ad una riserva
naturale, dove è possibile esplorare le profonde spaccature vulcaniche
Stòragja e Grjòtagja, i blocchi di lava solidificata di Dimmuborgir, il
grande cono di cenere di Hverfjall ed i fenomeni geotermici di
Nàmaskardh, utilizzati industrialmente.
Giorno 7 - Myvatn - Askja- Myvatn km 303
Noi, le moto, la terra ed il cielo, basso, cupo, poco altro. Una tappa
indimenticabile: una pista di 100 km, la strada di Oskjuleid o più
semplicemente la via dell'Askya. Questa strada è percorribile solo in
fuoristrada e probabilmente è una delle più affascinanti e suggestive
del paese. Il tracciato si spinge in una vasta distesa desertica
attraversando una accidentata colata lavica che ricopre un'area di ben
6000kmquadrati. Sullo sfondo il paesaggio è dominato dall'Herdubreid,
una specie di panettone nero, formatosi per un'eruzione vulcanica sub
glaciale, alto quasi 1700m. Anche nelle giornate di brutto tempo,
sperando di non incappare in una tempesta di sabbia, o peggio ancora di
neve, lo spettacolo è davvero straordinario: ma dove siamo finiti? 50km
nel niente ed il primo guado ci attende. E'un buon allenamento per
affrontare dopo un'altra decina di km, il Grafarlandaà noto per la sua
acqua, pare la più buone del paese. Seguire le indicazioni dei cartelli
e attraversare nel punto a valle dove l'acqua è più increspata, quindi
più bassa. Questo è sicuramente il più impegnativo dei 9 che si
incontreranno nella giornata, anche se le condizioni del livello
dell'acqua possono cambiare anche di ora in ora. La natura resta
protagonista fino all'arrivo al rifugio Dreki, prima di percorrere gli
ultimi 8, incredibili km che ci separano dall'Askya. Scavati interamente
in una spropositata colata lavica ci preparano allo spettacolo di questa
immensa caldera di 50kmquadrati, che dovrà essere percorsa a piedi prima
di arrivare a 3 laghi di diverso colore e dimensione. Sì, solo l'Askya
merita il viaggio! Il ritorno avverrà su una sabbiosa pista parallela a
quella dell'andata.

Giorno 8 - Myvatn - Siglufjordur km 220
In giornata percorreremo la 82 e la 76, parzialmente sterrate, per
arrivare al piccolo porto di Siglufjordur, la guida definisce l'ultimo
tratto come una delle strade più panoramiche del mondo. Prima però
visiteremo l'ennesima cascata, quella di Godafoss ed il centro di
Akureyri.
Giorno 9 - Siglufjordur- Hvammstangi km 229
Tappa di trasferimento alla volta della zona dei fiordi occidentali, ma
non priva di sorprese e bellezza naturalistiche. Il paesaggio in questa
zona è meno ostile, dominato da prati ondulati punteggiati da fienili e
fattorie. Assai famosi sono 2 dei maggiori siti storici del paese: Hòlar
ì Hjaltadal, che fungeva da centro ecumenico ed educativo e Pingeyrar
sede di un'antica assemblea e di un monastero. Interessante e lungo
l'itinerario anche la fattoria di Glaumbaer, una struttura perfettamente
conservata risalente al XVIII secolo.
Giorno 10 - Hvammstangi- Isafjordur km 376
Nell'itinerario proposto siamo riusciti anche ad inserire la zona nord
occidentale, comunemente chiamata dei fiordi. Nonostante la
straordinaria bellezza, sono la parte del paese meno visitata, a causa
dell'impervia posizione, collegata al resto dell'isola da uno stretto
istmo di appena 10km che lo rende una specie di isola di 8600km
quadrati, e del clima che a queste latitudini può essere davvero ostile,
ai confini del circolo polare Artico e proteso come un artiglio
nell'oceano verso la Groenlandia.
Tutto ha un aspetto estremo e l'impietosa geografia rende i percorsi
lunghi ed impegnativi in caso di tempo avverso.
Al momento di uno dei viaggi di ricognizione (2004) erano in corso i
lavori per asfaltare il tratto orientale della 61, lavori che sono
ancora in corso (aggiornamento al 2007) da Arngeroareyri a Isafjordour,
un percorso di 200km per meno di 40 in linea d'aria!! Si procede intorno
a 7 fiordi anche se la strada si mantiene in prevalenza al livello del
mare.
Giorno 11 - Isafjordur - Latrabjarg km 249
Se la 61 vi piacerà, rimarrete entusiasti della 60, che ridiscende verso
sud attraversando alcuni degli scenari più spettacolari dell'intera
isola. Si tratta di una strada montana, che si snoda attraverso stretti
valichi, valli dalle incredibili varietà cromatiche ed impervie coste.
Questa è l'alternativa per poter arrivare a Isafjordour, ma una volta
superati i villaggi di Flateyri e Pyngeri, diventerà poco più di un
sentiero. In questo tratto costeggiando in quota il fiordo di
Dynjandisvogur, noterete in lontananza l'armoniosa Dyniandi,
letteralmente "tonante", la cascata più imponente della zona. Con un
fronte molto ampio, più di 60m, scende come un velo dall'alto di una
scogliera di 100m, formando ai suoi piedi 5 cascate più piccole.
Scenografica. Poco più a sud si trova il bivio per uno dei principali
punti di accesso alla zone dei fiordi: il terminal dei traghetti di
Brjànslaekur. Per noi invece non è ancora finita, quindi sx per la
statale 63. La strada non è gran che, ma il punto di arrivo sono le
scogliere di Làtriabjarg, la maggiore attrazione turistica della zona,
che in estate diventa il punto di osservazione di migliaia di uccelli
marini quali urie, gabbiani tridattili e pulcinella di mare, ma anche
specie più rare come aquile di mare dalla coda bianca e girifalco
islandesi. Le scogliere, oltre ad essere bellissime, sono situate anche
nel punto più a ovest d'Europa
Giorno 12 - Latrabjarg - Stykkishòlmur km 372
Tappa relativamente tranquilla dove abbandoneremo la zona dei fiordi per
giungere nella penisola di Snaefellsnes, sostando nella pittoresca
Stykkishòlmur. La penisola è un braccio di terra aspro ed affascinante
che si protende nell'Atlantico. Le coste settentrionali e meridionali
sono separate tra loro da una serie di maestose montagne che corrono
lungo la dorsale della penisola culminando nel possente ghiacciaio
Snaefellsjòkull.
Giorno 13 - Stykkishòlmur - Hvammstangi km 367
giornata dedicata al periplo della penisola di Snaefellsnes. aggireremo
il ghiacciaio Snaefellsjòkull per poi ricongiungerci alla Ring Road e
tornare indietro verso Hvammstangi per affrontare l'indomani l'ultima
pista del percorso.
Hotel Edda - Laugarbakki http://hoteledda.is/Hotelin/Laugarbakki/
Giorno 14 - Hvammstangi - Laugarvatn km 280
La pista di Hvrevellir, la F35, sterrata ma facile, circa 200km. Questa
zona fa parte dell'altopiano montuoso centrale, l'ultima vera landa
desertica d'Europa. Delle piste che l'attraversano, questa è sicuramente
la più facile, non ci sono guadi da attraversare e le condizioni della
pista sono in continuo miglioramento.
Sabbie grigie e pietre nere ci accompagneranno per quasi tutto il
tracciato, schiacciato nella sua parte finale dai ghiacciai Langjokull e
Hofsjokull, per arrivare alla solfatara di Hvrevellir, dominata da
potenti getti di vapore surriscaldato e vasche di origine geotermica; da
qui si prosegue verso sud per ammirare l'ultima foss del viaggio la
cascata di Gulfoss, ma non è finita: ecco lo o spettacolo dello Stòrj
Geysir, uno dei più famosi zampilli geotermici, segnalato dalle cronache
fin dal '200. Lo spettacolo è davvero impressionante, gli spruzzi
arrivano fino a 50m, ma non ad orari fissi. Nell'attesa si può ingannare
il tempo con il vicino Strokkur, che erutta e zampilla getti d'acqua
alti "solo" 20m, ogni 8 minuti.
Giorno 15 - Laugarvatn- Reykjavik km 75
La capitale ci attende per il meritato relax e visite annesse alla
Capitale.
Giorno 16 - Giornata a disposizione per relax visite varie e shopping a
Reykjavik
Giorno 17 - Mezza giornata a disposizione e nel pomeriggio partenza del
volo per il rientro in italia con partenza alle 16,50 e arrivo Milano
Malpensa alle 22,30
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